Sondaggio per Marco Materazzi dell’Inter. E’ successo a S.Siro sabato scorso. Lotito ha chiesto informazioni sul difensore nerazzurro che non trova spazio con Mourinho. E’ una situazione da approfondire, c’è la tentazione, se ne riparlerà. Materazzi ha un contratto sino al 2010, non è escluso che Moratti lo lasci libero a fine stagione, un anno prima della scadenza dell’accordo. Ha un ingaggio super da 3,6 milioni di euro. Ma una separazione consensuale, accompagnata da una robusta liquidazione, permetterebbe al giocatore di accettare un’ipotetica offerta laziale e la pista diventerebbe praticabile. Materazzi ha intenzione di giocare almeno per altri due anni, si sente chiuso in panchina, sogna di riconquistare la fiducia di Lippi in vista dei prossimi mondiali. Lotito, a fine partita, s’era lasciato scappare l’identikit in zona mista, davanti ai microfoni: «Rinforzi? Abbiamo la necessità di avere un marcatore cattivo e roccioso», il profilo di Materazzi combacia perfettamente per caratteristiche.
Non è la prima volta che la Lazio pensa a questo gigante. Per Rossi è il cosiddetto dominante cui affidare il reparto difensivo, l’avrebbe accolto a braccia aperte in passato. Nel 2006 l’ex diesse Walter Sabatini provò a portarlo a Roma, accadde prima del Mondiale tedesco. Materazzi fu un protagonista assoluto e al rientro a Milano prolungò con Moratti firmando un contratto multi- milionario. L’idea non andò avanti, tramontò Quasi subito. Materazzi è un tifoso laziale da sempre. Compirà 36 anni ad agosto. Andrebbe valutato il suo stato di forma, viene però da una stagione di inattività. Ha voglia di rilanciarsi alla grande e di chiudere bene la carriera.
Un suo eventuale arrivo darebbe ancora più esperienza al reparto, regalerebbe centimetri e cattiveria alla difesa. L’interista si aggiungerebbe ad un altro esperto come Siviglia, a Rozehnal e ad un giovane come Diakitè (Cribari sembra destinato a partire). Materazzi tornerebbe a Roma volentieri. E’ sbocciato nel settore giovanile del Tor di Quinto. Si allenava a due passi dal ”Maestrelli”, è cresciuto nel mito del papà, il signor Giuseppe, che è stato allenatore della prima Lazio di Di Canio. Marco andò a cercare fortuna altrove: Marsala, Trapani, Carpi, infine Perugia, dove si è affermato. Una stagione in prestito anche in Premier League, all'Everton, prima di tornare nel campionato italiano. E poi l'Inter, che gli ha permesso di diventare un punto fermo della Nazionale. E’ stato questo il suo percorso calcistico. Non si sente finito.

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