In Inghilterra è stato travolto dal violento gossip dei tabloid. E in Messico a Sven Goran Eriksson è andata pure peggio. La sconfitta con l’Honduras, il 2 aprile, è costata la panchina della Nazionale dopo appena un anno.
Ma in Italia il tecnico svedese resta sempre uno dei più grandi “Signori” del pallone. Ovunqe è passato (Fiorentina, Roma, Sampdoria e Lazio) si è fatto apprezzare. Nella capitale, sponda biancoceleste, ha pure vinto lo scudetto 2000.
Sven Goran Eriksson, mercoledì all’Olimpico, Lazio e Sampdoria si affrontano in finale di coppa Italia. Sarà anche la sua partita... «Un po’ sì... Proprio per questo non chiedetemi pronostici o per chi farò il tifo. Ho ottimi ricordi di entrambi i club. Vedere Lazio e Samp in finale è una bellissima sorpresa».
Ma dal Messico riesce a seguire le sue ex squadre? «Quasi mai. Della serie A trasmettono Inter, Milan, Juve e poco altro. Si guardano soprattutto Liga e Premier League. La Lazio, però, una o due volte l’ho vista».
Non è più la Lazio dei suoi anni, quella dello scudetto... «Quando c’ero io avevamo uno squadrone. Questa è un’altra Lazio: ma la finale di coppa Italia è il segnale che la strada è giusta».
Il campionato vinto con la Lazio è il punto più alto della sua carriera? «Preferisco dire che è stato uno dei tanti momenti belli. In panchina ho avuto parecchie soddisfazioni. Alla Samp, per esempio, ho vinto solo una coppa Italia ma sono stati 5 anni stupendi».
Parla da ex... Ma la rivedremo in Italia? «Col Messico ho chiuso, ma io voglio continuare ad allenare, cerco una nuova panchina. In serie A, nella Liga o in Premier League non fa differenza. Dell’Italia, però, conservo ottimi ricordi...».
I suoi allievi iniziano a farsi strada in panchina. Mancini, Mihajlovic, Lombardo. C’è una scuola Eriksson? «Macchè scuola... Erano giocatori in gamba è ottimi uomini. Non avevo dubbi sul loro futuro».
Di Mourinho che idea si è fatto? Per certi versi sembra il suo opposto... «José l’ho conosciuto di persona ai tempi del Chelsea, quando io ero ct dell’Inghilterra. E’ un allenatore preparato, sta vincendo ovunque. E’ bravo anche a parlare, ma quello è il suo stile...».

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