Vasco direbbe: “Voglio trovare un senso a questa partita anche se questa partita un senso non ce l’ha!”. È inutile girarci intorno, l’incontro di sabato sera che vedrà opposte una all’altra Lazio e Udinese, rientra di diritto in quel novero di gare di fine stagione di cui tutti farebbero benissimo a meno. La salvezza mai in discussione, la certezza quasi matematica di non poter raggiungere l’Europa tramite il campionato, l’imminenza della finale di Coppa Italia, l’interesse pressoché nullo degli stessi tifosi, fanno di questa sfida una semplice amichevole con tre punti in palio. Eppure a ben guardare qualche spunto di interesse è possibile ricavarlo lo stesso.
Se è vero che una finale e la possibilità di accedere in Coppa Uefa siano un’occasione imperdibile per le prospettive future di questa Lazio, è altrettanto vero che ogni gara merita rispetto, a maggior ragione se si svolge in casa dove a proprio sostegno ci sono migliaia di tifosi che ad inizio campionato hanno sottoscritto a proprie spese un abbonamento non certo economico per veder cercar vincere la propria squadra del cuore in ogni partita, per osservare da vicino i propri idoli giocare o per lo meno onorare la maglia che indossano dando tutto in campo. Nonostante una vittoria ed i susseguenti tre punti non siano essenziali per il cammino europeo della Lazio, tuttavia le consentirebbero di scavalcare in classifica la stessa Udinese, magari qualche altra compagine, e di stabilizzarsi così nella parte sinistra della classifica; un bel balzo in avanti rispetto al 12° posto della scorsa stagione. Delio Rossi inoltre potrà usare la partita di sabato per rilanciare qualche giocatore tenuto in naftalina per quasi tutta la stagione come Radu o Del Nero o Meghni, o magari per far esordire negli ultimi minuti qualche primavera, così da valorizzare un settore giovanile che dopo qualche anno sottotono sembra aver ripreso vigore. Gli attaccanti, in particolare Zarate, potranno ambire ad aumentare il proprio score di reti stagionali; Pandev dopo l’infortunio che lo ha bloccato per qualche settimana può accumulare minuti sulle gambe e magari ritrovare il ritmo partita in vista di mercoledì sera; la difesa potrà provare i propri meccanismi, non sempre perfetti, confrontandosi contro un attacco prolifico, in forma e rapido come quello dell’Udinese, così da non arrivare impreparata contro Cassano e Pazzini. La speranza sicuramente per il popolo laziale sarà quella di non assistere un’altra volta all’ennesima inerme violazione della propria arena, come già è accaduto con Chievo, Cagliari, Atalanta, ma ad una degna esibizione, magari ad uno spot italiano del bel calcio, per dimostrare che non solo in Inghilterra o in Spagna i tatticismi esasperati non la fanno da padrone. La Lazio dopo le due ultime sconfitte dovrà andare in cerca di un riscatto, tenendo sempre ben presente che una finale di Coppa Italia se si vuole crescere come squadra e come società non può essere il capo espiatorio di un finale di stagione arrendevole, che chi compra e paga un biglietto merita rispetto, e soprattutto che VINCERE AIUTA A VINCERE!

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